La storia segue due adolescenti di grande talento che, da acerrimi rivali, finiscono per unire le forze per costruire uno straordinario modellino di aereo: non si tratta solo di una competizione tecnologica, ma anche di un racconto di formazione che mostra come l’amicizia possa alleviare la solitudine. Il film estende il legame degli “Anda” (fratelli giurati) delle praterie fino a trasformarlo in una fratellanza che si proietta nell’universo in cui gruppi etnici diversi si sostengono e si aiutano reciprocamente. Xiao Yuzhou, un ragazzo di etnia Han, viene accolto da una famiglia mongola e diventa fratello giurato di un ragazzo mongolo e del figlio di un ingegnere aerospaziale. Insieme, nella vasta prateria, danno vita a una storia familiare che va oltre i legami di sangue e le appartenenze etniche, rivelando i forti legami umani che caratterizzano la società cinese. Allo stesso tempo, il film racconta una storia di eredità aerospaziale che attraversa le generazioni: Xiao Yuzhou si impegna a seguire le orme del padre pilota, mentre An Zhidao cerca di comprendere il lascito spirituale della madre scomparsa, intraprendendo rispettivamente il cammino per diventare astronauta e ingegnere. Non si tratta soltanto di un’avventura nello spazio, ma anche di un “viaggio dell’eroe” verso la famiglia e la riscoperta delle proprie radici e dell’eredità lasciata dai propri predecessori. In questo film che racconta di pastori delle praterie e astronauti, l’impatto visivo più sorprendente nasce da un peculiare stile di vita definibile come “cyberpunk in stile cinese”: i pastori non cavalcano più cavalli né conducono il bestiame con lunghi bastoni, ma guidano SUV e utilizzano droni per radunare le pecore, mentre nelle loro case fanno la loro comparsa robot intelligenti. Il pascolo moderno del giovane protagonista, Batel, coincide inoltre con il sito di atterraggio della navicella spaziale Shenzhou: i droni sono parcheggiati accanto alle antiche yurte, e i cani da pastore sorvegliano l’area di atterraggio dei veicoli spaziali. Qui i bambini imparano a programmare mantenendo viva una tradizione nomade millenaria, dando vita a una forma di “romanticismo estremo” che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo.