La prima edizione del Festival si è conclusa ma qui e là, nell’atmosfera, restano sguardi, parole e immagini, appiccicate nella mente di chi quest’avventura l’ha voluta fin dal primo istante.
Seicento ragazzi si immergono per tre giorni nell’universo misterioso del cinema e trasformano le sale del Verdi in spazi nuovi, territori di apertura e confronto verso il mondo. Dicono la loro sui dodici film in concorso, si scambiano idee e suggestioni durante il dibattito al termine delle proiezioni ma, soprattutto, si relazionano con registi, sceneggiatori e attori e hanno la possibilità di tempestarli di domande.
Così Paul Ruven (regista di Surprise!) racconta l’estrema bellezza/bruttezza dell’Africa; Robin Walter (attore in The crocodiles) anticipa alcune curiosità sul sequel del lungometraggio; Martin Dolejs (sceneggiatore di Stella and the star of Orient) si sofferma sulla scrittura e, dunque, sulla fase che precede la realizzazione del film; Felice Farina (regista de La fisica dell’acqua) svela i segreti del genere thriller; Luigi Sardiello (regista di Piede di dio) cattura i ragazzi parlando di un mondo, quello del calcio, a loro vicino e familiare.
La mattina, mentre gli studenti della prima e della seconda fascia guardano i film, i ragazzi delle scuole superiori partecipano a Director’s cut, serie di talk con Bruno Bozzetto, Ivano Marescotti e Mimmo Calopresti. Durante l’incontro con Bozzetto – maestro dell’animazione italiana al quale il Festival ha dedicato una retrospettiva – i ragazzi sono catapultati nel mondo del cartoon, tra animazioni classiche ed esperimenti in Flash. Più tradizionali ma altrettanto affascinanti gli appuntamenti con Marescotti e Calopresti, affiancati, rispettivamente, dal presidente onorario Armando Traverso e dal direttore artistico Fulvio Wetzl.
Nel frattempo, dietro una videocamera semi-professionale ed accompagnati da un’educatrice e da un cameran, sei ragazzi di 14 anni realizzano un videogiornale quotidiano, catturando gag, impressioni ed interviste curiose (nella foto uno dei ragazzi con Mimmo Calopresti nrd). Dopo una prima fase di brainstorming e la creazione di una scaletta di massima, il gruppo prova a racchiudere in un paio di minuti l’energia e la vitalità del Vittorio Veneto Film Festival.
Tra proiezioni, incontri e workshop, la mattina sembra trascorrere in un istante e, a mezzogiorno in punto, la hall del cinema è invasa nuovamente dai seicento. Fogli volanti, felpe con il cappuccio, zaini e voci s’incrociano nell’aria mentre insegnanti e organizzatori invitano gli studenti ad incamminarsi verso Ceneda. Missione: Pranzo.
Fondale della scena un manifesto 6X3 e di fronte, un tappeto di tavoli ricoperti da una tovaglia di carta bianca. Per un’ora e mezza staff e ragazzi staccano la spina e, dopo aver mangiato, ognuno si ritaglia del tempo per sé nel giardino accanto alla mensa. Meritato riposo prima di affrontare il pomeriggio e la sera, momento di apertura del Festival alla città e al pubblico intero.
Di questo e molto altro ancora, però, parleremo nella prossima tappa del racconto ! HASTA LA VISTA !
(foto di Marta Canzian e Laura Comisso)